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Eccoci sull’aereo, direzione Siviglia. Il
cielo, alla partenza, è molto nuvoloso e promette pioggia ma, appena
passata la Francia, si fa limpido e così possiamo ammirare la
bellissima Spagna dall'alto.
Arriva il momento dell’atterraggio e Tino a voce alta: "Bene
ragazzi, adesso dite tutti tre Ave Maria!" Noi scoppiamo a
ridere, tra gli sguardi attoniti degli altri passeggeri. Dopo due
ore e mezzo finalmente tocchiamo il suolo andaluso.

Ci contiamo: io, Bea, Ester, il Cazza, Bizzo,
Renata, Gilmo, Grazia, Cristina. Sì, siamo tutti! Ah, no, manca
Fabio. Eccolo che scende dalle scalette dell'aereo. Sì, adesso siamo
tutti e possiamo procedere. Prendiamo la macchina e, cartina alla
mano, ci dirigiamo verso Rota, circa 120 km a sud di Siviglia. Il
paesaggio è strabiliante, distese di terreno a perdita
d’occhio, chilometri e chilometri senza vedere centri abitati. Dopo
due ore arriviamo in albergo: bellissimo, con vista sull'Oceano.


Facciamo una doccia e poi ci ritroviamo tutti
nel parcheggio per ripartire alla volta di Jerez de la Frontera.
Venti minuti di macchina ed eccoci alla meta. Non sappiamo dov’è la
fiera ma basta seguire tutte le bambine, ragazze e donne che
indossano il tipico abito da flamenco per arrivarci senza
difficoltà. Entrati in fiera, rimaniamo tutti a bocca aperta:
tantissima gente, ma soprattutto tanti, tantissimi cavalli!


Magnifici stalloni PRE e cavalli cruzado,
attaccati e montanti, un sacco di gente che balla e canta,
un’atmosfera magica. Non sappiamo più in che direzione guardare;
arrivano cavalli da ogni via. Gilmo esclama: "Mi sembra di essere
nella favola di Pinocchio: questo è il paese dei balocchi!"




Andiamo in direzione Plaza de Toros e vediamo
dei camion trasporto cavalli parcheggiati. C’è una corrida a cavallo
con tre dei migliori toreri di Spagna: Fermin Bohorque, Pablo
Hermoso de Mendoza e Luis Domeq. Purtoppo è tutto esaurito per cui
non possiamo entrare. Giriamo attorno all'edificio e andiamo a
vedere i cavalli dei più famosi rejoneador durante il
riscaldamento.

Arriva la sera e stanchi torniamo in albergo:
una bella dormita è indispensabile per affrontare un’altra giornata
piena di sole e cavalli.
Secondo giorno. Dopo un’abbondante colazione, usciamo dall’albergo e
andiamo verso la Feria de Primavera a Rota, Hequivir, e
assistiamo al XIV Concurso Morfofunzional de Caballo PRE, valido per
la partecipazione al Campionato di Spagna. Questa mattina ci sono le
categorie puledri e puledre, soggetti veramente belli.



Finite le categorie, prendiamo la macchina e
andiamo a Siviglia. Siamo appena arrivati e subito vediamo carrozze
cariche di turisti che girano per la città. Ne affittiamo due.
L'autista della carrozza in cui sono salita si chiama Juan e mentre
ci guida per la città, parla di cavalli. Capisce che siamo degli
appassionati ed entra in discorsi molto interessanti
sull'allevamento e addestramento di soggetti PRE.








Finito il tour, salutiamo Juan e andiamo a
vedere la cattedrale in centro, dopo di ché riprendiamo la macchina
e andiamo verso Utrera, più precisamente verso El Pamar de Troya,
per andare a vedere uno stallone di nome Becario V, che potrebbe
essere il futuro marito di una delle cavalle di Alessandro. Chiamo
al telefono Claudio, il proprietario del cavallo, e mi faccio
indicare la strada. Partiamo e dopo un’ora, con un panorama
bellissimo, tra papaveri, grano e olivi, arriviamo nella
ganaderia del signor Claudio Serradel.





Claudio ci accoglie nel suo allevamento come se
ci conoscesse da sempre e legato fuori al lavaggio il bellissimo
Becario. Cavallo di 20 anni, di origine Guardiola, Becario ha un
fisico statuario e un carattere dolcissimo. Claudio ci racconta che
il cavallo è stato per molti anni compagno di film di Mario Luraschi
e che in seguito è diventato il primo riproduttore del suo
allevamento. Ci mostra poi delle fattrici e puledre di linea
Escalera e Candau e, dopo una lunga chiacchierata, vista
l’ora tarda, ringraziamo e ripartiamo alla volta di Rota. D'obbligo
la cena alla feria e dopo una bella mangiata di jamon iberico e
frittura di pesce e una bella bevuta di birra e vino fino Tio Pepe,
andiamo a dormire.
Terzo giorno. Poche ore di sonno e una colazione ci rimettono in
pista per tornare a Jerez. Andiamo alla Real Escuela de l’Arte
Equestre, ma purtoppo i biglietti per lo spettacolo serale sono
esauriti. Un pò tristi andiamo a rifarci gli occhi alla Yeguada
Militar, deposito dei riproduttori. Arriviamo e ci dicono che oggi
l'ingresso è chiuso ai visitatori. Un breve consulto e, sfruttando
le nostre conoscenze, riusciamo ad ottenere il permesso di entrare.
All'ingresso vediamo molti cavalli appena lavati e legati ad
asciugare al sole. Ci spiegano che sono i cavalli che andranno in
fiera nel pomeriggio. Il militare che ci accompagna, ci mostra gli
esemplari più belli: due stalloni PRE, uno baio e uno grigio, e uno
stallone PSA sauro da mozzare il fiato.


Finita la visita ci dirigiamo ancora verso la
fiera di Jerez. Oggi c'è un numero pazzesco di cavalli. Ci fermiamo
in un ristorante e pranziamo con paella, pimientos,
birra e vino fino. Finito questo buonissimo pranzo ci sediamo
sull'erba della
rotonda al centro della fiera e per ore stiamo a guardare centinaia
di cavalli che sfilano davanti ai nostri occhi sbigottiti.













Sono le 19 e ripartiamo verso Rota: stasera
ci sarà uno spettacolo equestre chiamato Ritmo a Caballo,
eseguito dal centro di equitazione El Ranchito di
Torremolinos (Malaga). Alle 22.30, dopo aver cenato ancora a base di
frittura e pimientos, siamo già seduti in prima fila pronti ad
ammirare lo spettacolo che apre con l’entrata di quattro cavalli
vaqueri con cavalieri e donne sedute sulla groppa; eseguono un
numero con incroci, cambi di galoppo e stop, un numero veramente di
effetto. Poi entra un passo a due di alta scuola con due amazzoni
che montano un cavallo nero e uno bianco. Finito questo numero,
entra un cavallo candido come la neve che lavora perfettamente a
redini lunghe e alla fine della sua esibizione entrano altri cinque
cavalli portati a mano che eseguono arie alte: levade, corvette,
cabriole e posade. Un numero emozionante. Il quarto è una
fanatasia con garrocha, eseguita perfettamente dal maestro di
questo gruppo. Infine un carosello con otto cavalli che lavorano
veramente in sincronia uno con l’altro. Si è fatto tardi anche
stasera ma ne è valsa la pena.
Purtroppo la nostra breve vacanza in Spagna è finita. Andiamo a
letto tutti perché la sveglia domani suonerà alle cinque del
mattino.
Cara Spagna, ci rivedremo presto!

GALLERIA
FOTOGRAFICA
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