Jerez de la Frontera 2008

Testo di Priscilla Ambrosi e foto di Beatrice Bigotti

 

 

 
 

Eccoci sull’aereo, direzione Siviglia. Il cielo, alla partenza, è molto nuvoloso e promette pioggia ma, appena passata la Francia, si fa limpido e così possiamo ammirare la bellissima Spagna dall'alto.
Arriva il momento dell’atterraggio e Tino a voce alta: "Bene ragazzi, adesso dite tutti tre Ave Maria!" Noi scoppiamo a ridere, tra gli sguardi attoniti degli altri passeggeri. Dopo due ore e mezzo finalmente tocchiamo il suolo andaluso.

Ci contiamo: io, Bea, Ester, il Cazza, Bizzo, Renata, Gilmo, Grazia, Cristina. Sì, siamo tutti! Ah, no, manca Fabio. Eccolo che scende dalle scalette dell'aereo. Sì, adesso siamo tutti e possiamo procedere. Prendiamo la macchina e, cartina alla mano, ci dirigiamo verso Rota, circa 120 km a sud di Siviglia. Il paesaggio è strabiliante,  distese di terreno a perdita d’occhio, chilometri e chilometri senza vedere centri abitati. Dopo due ore arriviamo in albergo: bellissimo, con vista sull'Oceano.

 

Facciamo una doccia e poi ci ritroviamo tutti nel parcheggio per ripartire alla volta di Jerez de la Frontera. Venti minuti di macchina ed eccoci alla meta. Non sappiamo dov’è la fiera ma basta seguire tutte le bambine, ragazze e donne che indossano il tipico abito da flamenco per arrivarci senza difficoltà. Entrati in fiera,  rimaniamo tutti a bocca aperta: tantissima gente, ma soprattutto tanti, tantissimi cavalli!

 

Magnifici stalloni PRE e cavalli cruzado, attaccati e montanti, un sacco di gente che balla e canta, un’atmosfera magica. Non sappiamo più in che direzione guardare; arrivano cavalli da ogni via. Gilmo esclama: "Mi sembra di essere nella favola di Pinocchio: questo è il paese dei balocchi!"

 

 

 

Andiamo in direzione Plaza de Toros e vediamo dei camion trasporto cavalli parcheggiati. C’è una corrida a cavallo con tre dei migliori toreri di Spagna: Fermin Bohorque, Pablo Hermoso de Mendoza e Luis Domeq. Purtoppo è tutto esaurito per cui non possiamo entrare. Giriamo attorno all'edificio e andiamo a  vedere i cavalli dei più famosi rejoneador durante il riscaldamento.

Arriva la sera e stanchi torniamo in albergo: una bella dormita è indispensabile per affrontare un’altra giornata piena di sole e cavalli.
Secondo giorno. Dopo un’abbondante colazione, usciamo dall’albergo e andiamo verso la Feria de Primavera a Rota, Hequivir,  e assistiamo al XIV Concurso Morfofunzional de Caballo PRE, valido per la partecipazione al Campionato di Spagna. Questa mattina ci sono le categorie puledri e puledre, soggetti veramente belli.

 

 

Finite le categorie, prendiamo la macchina e andiamo a Siviglia. Siamo appena arrivati e subito vediamo carrozze cariche di turisti che girano per la città. Ne affittiamo due. L'autista della carrozza in cui sono salita si chiama Juan e mentre ci guida per la città, parla di cavalli. Capisce che siamo degli appassionati ed entra in discorsi  molto interessanti sull'allevamento e addestramento di soggetti PRE.

 

 

 

 

 

 

 

Finito il tour, salutiamo Juan e andiamo a vedere la cattedrale in centro, dopo di ché riprendiamo la macchina e andiamo verso Utrera, più precisamente verso El Pamar de Troya, per andare a vedere uno stallone di nome Becario V, che potrebbe essere il futuro marito di una delle cavalle di Alessandro. Chiamo al telefono Claudio, il proprietario del cavallo, e mi faccio indicare la strada. Partiamo e dopo un’ora, con un panorama bellissimo, tra papaveri, grano e olivi, arriviamo nella ganaderia del signor Claudio Serradel.

 

 

 

 

Claudio ci accoglie nel suo allevamento come se ci conoscesse da sempre e legato fuori al lavaggio il bellissimo Becario. Cavallo di 20 anni, di origine Guardiola, Becario ha un fisico statuario e un carattere dolcissimo. Claudio ci racconta che il cavallo è stato per molti anni compagno di film di Mario Luraschi e che in seguito è diventato il primo riproduttore del suo allevamento. Ci mostra poi delle fattrici e puledre di linea Escalera e Candau e, dopo una lunga chiacchierata, vista l’ora tarda, ringraziamo e ripartiamo alla volta di Rota. D'obbligo la cena alla feria e dopo una bella mangiata di jamon iberico e frittura di pesce e una bella bevuta di birra e vino fino Tio Pepe, andiamo a dormire.
Terzo giorno. Poche ore di sonno e una colazione ci rimettono in pista per tornare a Jerez. Andiamo alla Real Escuela de l’Arte Equestre, ma purtoppo i biglietti per lo spettacolo serale sono esauriti. Un pò tristi andiamo a rifarci gli occhi alla Yeguada Militar, deposito dei riproduttori. Arriviamo e ci dicono che oggi l'ingresso è chiuso ai visitatori. Un breve consulto e, sfruttando le nostre conoscenze, riusciamo ad ottenere il permesso di entrare. All'ingresso vediamo molti cavalli appena lavati e legati ad asciugare al sole. Ci spiegano che sono i cavalli che andranno in fiera nel pomeriggio. Il militare che ci accompagna, ci mostra gli esemplari più belli: due stalloni PRE, uno baio e uno grigio, e uno stallone PSA sauro da mozzare il fiato.

 

Finita la visita ci dirigiamo ancora verso la fiera di Jerez. Oggi c'è un numero pazzesco di cavalli. Ci fermiamo in un ristorante e pranziamo con paella, pimientos, birra e vino fino. Finito questo buonissimo pranzo ci sediamo sull'erba della rotonda al centro della fiera e per ore stiamo a guardare centinaia di cavalli che sfilano davanti ai nostri occhi sbigottiti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono le 19 e ripartiamo verso Rota: stasera  ci sarà uno spettacolo equestre chiamato Ritmo a Caballo, eseguito dal centro di equitazione El Ranchito di Torremolinos (Malaga). Alle 22.30, dopo aver cenato ancora a base di frittura e pimientos, siamo già seduti in prima fila pronti ad ammirare lo spettacolo che apre con l’entrata di quattro cavalli vaqueri con cavalieri e donne sedute sulla groppa; eseguono un numero con incroci, cambi di galoppo e stop, un numero veramente di effetto. Poi entra un passo a due di alta scuola con due amazzoni che montano un cavallo nero e uno bianco. Finito questo numero, entra un cavallo candido come la neve che lavora perfettamente a redini lunghe e alla fine della sua esibizione entrano altri cinque cavalli portati a mano che eseguono arie alte: levade, corvette, cabriole e posade. Un numero emozionante. Il quarto è una fanatasia con garrocha, eseguita perfettamente dal maestro di questo gruppo. Infine un carosello con otto cavalli che lavorano veramente in sincronia uno con l’altro. Si è fatto tardi anche stasera ma ne è valsa la pena.
Purtroppo la nostra breve vacanza in Spagna è finita. Andiamo a letto tutti perché la sveglia domani suonerà alle cinque del mattino.
Cara Spagna, ci rivedremo presto!

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

 
 

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